Gaio Giulio Cesare è stato un militare, console, dittatore, Pontefice Massimo, oratore e scrittore romano: è universalmente considerato uno dei personaggi più importanti e influenti della storia di Roma nonché di quella successiva. E’ innegabile il suo ruolo cruciale nella transizione del sistema di governo, dalla forma “repubblicana” a quella “imperiale”.

Illustrare la figura Socio-politica di un personaggio così complesso è oltremodo arduo, pertanto rinvio i nostri lettori ad uno studio approfondito della tragedia “Giulio Cesare” di William Shakespeare (scritta probabilmente nel 1599).

Il “passo” che ritengo più significativo è “L’orazione funebre di Antonio”, (ispirata alla Vita di Cesare scritta da Plutarco).

Shakespeare propone la sua personale visione degli avvenimenti, esplorando la complessità morale di Bruto, organizzatore della congiura contro Cesare: nonostante la giustezza delle sue motivazioni, la storia si ritorcerà contro di lui, facendo di un tirannicida l’inconsapevole artefice del trionfo della tirannia.

Al popolo romano, convenuto nel foro per ascoltare i congiurati, Bruto spiega le sue ragioni, giustificando l’assassinio di Cesare con il nobile intento di agire per il bene di Roma; Marco Antonio, invece, pronuncia un’orazione funebre che ribalterà il giudizio del popolo sugli assassini.

Un plauso all’Accademia “ITALIA IN ARTE NEL MONDO” che, promuovendo il Premio Internazionale d’Arte “JULIUS CAESAR IMPERATOR”, ci ha permesso di approfondire l’importanza di un personaggio che tanto ha condizionato la Storia di “ROMA” e quella della “Civiltà Europea” che ne è conseguita.

Col. Cc (congedo) Nicolò Mazzaccara